sabato 6 settembre 2008

Il malocchio

Cos’è il malocchio?
Il malocchio, dicono, viene con uno sguardo insieme ad un pensiero che ti mandano le donne che hanno la potenza di fare male alle persone, agli animali e agli alberi, tuttavia coloro che fanno il malocchio non sanno che possono far del male. E’ sufficiente che ammirino qualcosa o qualche bambino che sia bello e grassottello o che invidino qualche persona perché gli mandino il malocchio.
È una delle più antiche superstizioni del mondo a cui la gente crede da migliaia di anni. Coloro che credono appendo davanti alla porta di casa una staffa di cavallo insieme ad un aglio per potersi proteggere dal malocchio. Dicono che sono poche le persone nate con la potenza di gettare il malocchio. Così scrisse Plutarco (46-120 dc) nel suo libro Perì katà ton vaskènin legòmenon ce vàskanon èchi ofthalmòn” e Virgilio (70 –19 ac) disse: :”nescio quis teneros oculos mihi fascinat agnum“.
Alcuni anni addietro si credeva che il malocchio lo possedessero le donne anziane con gli occhi verdi o azzurri. Nei piccoli villaggi, in Grecia, quando riconoscono una donna che è una iettatrice fuggono lontano da lei senza guardarla negli occhi. Col malocchio la persona si ammala, fa sbadigli, può avere vomiti, diarrea e gli viene il mal di testa; il bambino piccolo piange ed ha caldo; gli alberi si spogliano dalle foglie e gli cadano i frutti. Nel Salento ed in altri luoghi d’Italia la gente, che ancora oggi ci crede, porta con se amuleti come cornetti fatti di argento o di oro oppure cornetti di corallo. Uomini e donne gli appendono al petto per tenere lontano il malocchio.
“Vàscamma” è una parola vecchia greca ed in latino e detto “Fascinum”, ed in italiano vuol dire “affascinare” ed anche malocchio. Nell'isola di Rodi ed in tutta la Grecia dove il “Vàscama “è detto anche “Ammàtiasma” hanno, come in medio oriente, tutto di colore azzurro: la pietra dell’anello, la perla della catenina e ciò che richiama il segno dell’occhio e che oggi vendono in tutti i negozi turistici. Coloro che hanno addosso il colore azzurro sono aiutati a non prendere il malocchio.
Hanno pure il “filahtò*”: un piccolo guanciale pieno con cose contro il malocchio. Le persone mettono dentro preghiere e una croce, i musulmani e gli ebrei che credono pure al malocchio, mettono le loro cose. Questo guancialetto viene appeso ai vecchi e ai bambini piccoli che il malocchio li prende più di frequente. Per questo in Grecia ed in medio oriente quando nasceva il bambino doveva stare quaranta giorni chiuso in casa prima di poter essere veduto dalla gente, perché la mamma aveva paura che lo ammaliassero. Dopo i quaranta giorni portava il bambino alla chiesa perché il prete lo benedisse e dopo lo poteva guardare la gente. Ogni qualvolta che le persone guardavano il bambino dovevano fare finta di sputare e dire “ftu, ftu, ftu, che non venga ammaliato”, che è il “filàfsi” (benedica). Ci sono ancora donne che conoscono le parole e sanno togliere il malocchio. Questo fanno ancora in Grecia ed in alcuni luoghi del Salento. Prima si accertano che sia veramente malocchio: riempiono una bacinella d’acqua, ungono il ditino di olio e ci fanno cadere dentro tre gocce per due volte, se le gocce spariscono non c’è fattura, se le gocce restano e diventano come occhi, la fattura c’è. Alcuni anni addietro era necessario chiamare l’ultima donna che aveva visto l’ammaliato, le davano un rametto d’olivo benedetto il giorno delle Palme e doveva dire: io ti ho ammaliato ed io ti tolgo il malocchio, quello che ho detto che non sia ben detto”. La mia amica di Calimera mi ha riferito che in Salento per togliere il malocchio riempiono una bacinella con dell’acqua, prendono nove chicchi di grano e ogni volta che vi gettavano dentro il chicco facevano il segno della croce e dicevano: ”doi occhi te ndocchiara, doi santi t’annu iutare”. Se molti chicchi restavano dritti sopra l’acqua, volava dire che il malocchio c’era ancora. Se tutti i chicchi scendevano giù nella bacinella non c’era malocchio. In Grecia per togliere il malocchio facevano così: su di una tegola accendevano dei carboni, mettevano sette foglie d’ulivo che erano state benedette dal prete il giorno delle palme e facevano investire dal fumo l’ammaliato pregando Dio così:
“Quanti occhi ti guardano, tanti santi ti aiutano..
Cristo vince e i mali disperde e tutto aiuta.
Ogni cattivo pensiero, e occhio, tolga da dosso a te…
E con tutto ciò si toglie il malocchio…

Theonia Diakidis

2 commenti:

monica ha detto...

Anche in Sardegna ci sono donne e uomini che tolgono il malocchio,ed almeno tre metodi(acqua e sale ,acqua e olio,acqua e grano) per toglierlo e vedere se uno effettivamente ne è colpito,l'unica cosa in comune è la preghiera che deve conoscere solo chi lo toglie,se qualquno volesse imparare a togliere il malocchio innanzi tutto deve essere più giovane di chi lo insegna e non avere nessun tipo di vizio tipo bere essere fumatori ecc.ps "importante" chi toglie il malocchio non può prendere nessun tipo di compenso che siano soldi o altro.Saluti monica

Alessandra Luna ha detto...

Aiuto. Mi potete indicare a Lecce e provincia una signora che sappia togliere realmente il malocchio??? Aiutatemi perfavore... grazie.